I Gnoomes nascono nel 2014 a Perm, negli Urali, un luogo dove la psichedelia non porta molto consenso: prima di registrare il secondo disco, finiscono in cella cinque giorni per un test antidroga positivo e lo incidono comunque sobri, in un’ex sede sovietica di radio e tv. Da lì un rapporto lungo dieci anni con Rocket Recordings, etichetta cult che li affianca a Goat e Gnod: “Losey” è il loro sesto disco per la label, già elogiato da NME e The Quietus. Sasha Piankov e Masha Piankova, oggi coppia anche nella vita, hanno lasciato la Russia per la campagna slovena: “una decisione del sistema nervoso”, dicono, più che politica. “Foreign Agent” affronta di petto la pressione dello stato russo, tra psichedelia “skygazing”, motorik alla Stereolab ed EBM corrosa dal 303. Il loro motto: rave come terapia, pop come resistenza.
Gli a/lpaca arrivano dalla Bassa mantovana, terra dei Gonzaga più nota per tutt’altro che per la musica: eppure da lì sono diventati una delle realtà più internazionali del kraut/postpunk italiano, con il debutto “Make It Better” pubblicato subito da tre etichette in tre paesi e centinaia di date tra club e festival di mezza Europa, UK e Stati Uniti (SXSW compreso). Con “Laughter”, secondo album, synth e drum machine si affiancano alle chitarre kraut delle origini.
